Ma sì…

9 Maggio 2008 1 commento

 

Cari boy&girls che passate di qua, se vi va, venite a trovarmi nella mia nuova dimora la giraffa sul monte, vi offrirò una spremuta di uva rossaJ

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Blogesperimento.

5 Maggio 2008 2 commenti

 

Da quando ho deciso di andare alla scoperta di nuovi monti, sono un po’ "latitante"..se avete voglia di vedere il mio nuovo esperimento nella blogosfera, venite a trovarmi qui, devo ancora imparare bene ad utilizzare tutte le sue infinite potenzialità, però mi fa piacere sapere cosa ne pensate! :-)

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Trasparenza.

1 Maggio 2008 3 commenti

 

La trasparenza è un principio importante, il valore supremo della nostra democrazia, il fondamento della nostra Pubblica Amministrazione. E’ il principio che ci permette, o meglio ci dà il diritto, di conoscere come si svolge l’attività pubblica. Che bello. Per esempio, ci permette di avere informazioni, su procedimenti amministrativi nei quali abbiamo interesse: se partecipiamo ad un concorso pubblico e, dopo qualche tempo, scopriamo che il concorso si è già svolto e i vincitori sono già stati assunti, senza che nulla fosse reso pubblico, allora, in questo caso, abbiamo il diritto di sapere che fine ha fatto il famoso avviso pubblico che indicava le date delle prove, la P.A. ha il dovere di rispondere alle nostre richieste di informativa ma, in genere, soprattutto in caso di concorsi "torta", ossia quei concorsi nei quali i posti da occupare sono spartiti come fettine di torta alla panna, non accade. In quei casi, la Pubblica Amministrazione dimentica temporaneamente il principio di trasparenza. Lo so per esperienza personale. Ma quella è un’altra storia.

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Anche a Kasteddu ne votano!

28 Aprile 2008 13 commenti

 

Ringrazio, com’è noto, ne sa. Ne sa di tante cose del mondo e, soprattutto, di Kasteddu&le sue egue, Kasteddu&i suoi cionesi, Kasteddu&i casteddai quindi, non può non saperne anche delle votazioni nella capitale del Mediterraneo..se siete curiosi di sapere come si sono svolte le recenti elezioni, per chi ha votato Giangi il burdo, cosa ha consigliato l’ispettore Gargiulo, be’, non avete che da leggere l’arresoconto di Ringrazio!

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Le due intruse.

22 Aprile 2008 13 commenti

E complimenti per le omissioni.

21 Aprile 2008 8 commenti

 

Pensavo di riuscire a non arrabbiarmi, ma non ce la fo’. Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo, così dice il codice penale. So di sembrare esagerata, però credo che gli italiani avessero l’obbligo, se non giuridico, se non politico, se non morale, perlomeno di decenza e convenienza, di evitare che il Paese venisse governato da tre ministri di un partito che ne rappresenta solo una parte, il Nord, di evitare che un venditore di illusioni, il cui patrimonio probabilmente è vicino al p.i.l. dello stesso Paese, acquisisse un potere quasi totale di legiferare a proprio piacimento. Non avendolo impedito, gli italiani hanno agevolato l’ascesa di tali rappresentanti politici. Perciò, complimenti alla Sinistra che, per anni, ha dimenticato lavoratori, disoccupati, emarginati, e ha continuato a vivere di rendita, quella gloriosa rendita lasciata dai vecchi padri, senza però farla fruttare, se non per interessi personali, di casta, e complimenti a chi ha preferito astenersi, dimenticando che il voto è un diritto troppo importante per poter essere buttato nel fango, ed è uno dei pochi strumenti democratici che ancora si possono usare per far sentire la propria voce, per lottare e, almeno in parte, per scegliere chi ci deve governare, porcellum o non porcellum. L’astensione ha un senso soltanto se è di massa, soltanto se attuata dalla maggioranza della popolazione, in quel caso, sì, somiglia ad una rivoluzione, nel nostro caso, purtroppo, somiglia solo ad una rinuncia, che ha consegnato il Paese a chi, da sempre, sogna un Italia divisa, per meri interessi economici.

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Nojouda. Con un buon aggiornamento!

15 Aprile 2008 11 commenti

Figlia della rivoluzione (ma era meglio di no).

8 Aprile 2008 19 commenti

 

La scorsa notte ho fatto uno strano sogno. Anzi, forse l’ho fatto stamattina, perché lo ricordo benissimo. Dev’essere colpa della febbre. Ho sognato di dover andare all’aeroporto, per prendere una bambina di ritorno da un lungo soggiorno nella penisola, una sorellina (ma io sono figlia unica) che si chiamava come me, non la vedevo da tantissimo tempo e non ero sicura ricordasse la mia faccia. Appena ho visto la bambina, mi sono resa conto che era uguale a me, quando avevo circa cinque anni, la stessa faccetta timida e spiritosa che ho sempre visto nelle foto. Ecchecavolo, quella bambina ero io. Strano sogno, decisamente. I sogni vanno interpretati ma, in fin dei conti, uno ci vede quello che vuole, checché ne abbiano detto e scritto i signori Freud o Jung. E’ fin troppo banale e scontato pensare che quel sogno significa che voglio tornare bambina. In realtà, mai vorrei tornare a quell’età però, allo stesso tempo, penso che sarebbe opportuno farlo, per rivedere alcune cosette del mio carattere. Sarebbe opportuno tornare indietro all’età in cui ancora è possibile plasmare il proprio cervellino e iniziare a non credere a tutte le balle che ci insegnano fin da piccoli. Sarebbe opportuno, per esempio, non credere alla colossale balla del sestessimo, dell’essere sé stessi, in ogni circostanza della vita, affettiva o lavorativa. Naturalmente, a cinque anni non si parla di grandi ideali, ma si inizia a capire qualcosina e poi si continua su quella strada, ossia quella dell’illusione. Il sestessismo, appunto. Bisognerebbe capire da piccoli, e farne tesoro, che essere sinceri, mostrarsi per come si è, seguire le proprie inclinazioni non porta da nessuna parte, non è "conveniente" in nessun campo della vita e se proprio porta da qualche parte, quella parte è il margine della società mentre, continuare sull’eterna via dell’opportunismo e dell’ipocrisia, fa guadagnare parecchio. Bisognerebbe tornare indietro, per esempio, e non credere alle parole "rivoluzionarie" sulla libertà di espressione, di azione, di pensiero poichè, appunto, erano, e sono, soltanto parole, balle ben confezionate, col fiocco rosso luccicante. E’ sufficiente, a distanza di quasi trent’anni, guardarsi intorno e ascoltare certi discorsi, per verificarlo, in alcuni casi sembra di essere tornati ai favolosi anni ’50. Le parole/bolle di sapone sulla libertà individuale, la favola della meritocrazia, le prese per il culo dell’impegno, dello studio, della vita vissuta come pare a te e non come piace al resto della società, grandissime bugie. Sarebbe utile, tornare all’età del cervellino-spugna, per essere meno ingenui, per vedere unicamente la realtà, quella piccola, della propria famiglia e quella grande, del vicinato, del paese, della città e non ascoltare le parole illusorie di cambiamento, così in disaccordo con i fatti reali, in modo da evitare, sempre a distanza di quasi trent’anni, di sentirsi inadeguati, di avere il dubbio "vuoi vedere che non sono fatta per questa società?", di avere la tentazione di rinunciare al sestessismo e scoprire di aver sbagliato tutto.

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Chi se ne frega del lunedì.

7 Aprile 2008 6 commenti

 

Tutti si lamentano del lunedì. A me, se devo essere sincera, non sta così antipatico, anche se, oggi avrei voglia di lagnarmi un po’, causa influenza&febbre..ma non lo farò e prenderò esempio dai miei gatti che, come vedete dalla foto, non sono per nulla turbato dal lunedì, dall’influenza o dalle domande cosmiche della vita "chisiamo?doveandiamo?troveremoapertoquandoarriveremo?". Buona settimanaJ

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Sogno di una notte di mezza estate.

5 Aprile 2008 5 commenti

 

Ebbene, come si puo’ intuire dal titolo, ho accettato l’invito di Antonio76 e vi propongo due piccoli brani (lo so che dopo le tre righe vi stancate..) tratti da una delle commedie più briose di William Shakespeare, "Sogno di una notte di mezza estate" – " A midsummer night’s dream" (composta intorno al 1590) storia ambientata quasi interamente in un bosco magico, nella quale il mondo fantastico delle fate e dei folletti si confonde con quello più sanguigno degli artigiani londinesi. La storia regala personaggi indimenticabili ma, tra tutti, quello che rimane maggiormente impresso nella memoria, per me è così, è senz’altro Puck (o Robin Goodfellow) il folletto capriccioso che crea un bel po’ di scompiglio tra i protagonisti. Puck è una sorta di Cupido, ma molto più giocherellone e irriverente, che con i suoi filtri d’amore, con le sue magie, con le sue metamorfosi e i suoi scherzi gioca con i desideri nascosti degli esseri umani, con le loro tendenze naturali, con le loro certezze, confondendoli, separando amanti di vecchia data, facendoli invaghire di altri oggetti del desiderio, unendo fate a esseri con la testa d’asino. Insomma, un mondo al contrario, dominato dalla follia d’amore, quella che non fa ragionare gli uomini, quella che disegna una realtà illusoria quella che, però, dura soltanto il tempo di un sogno di una notte di mezza estate. Alla fine del "sogno", infatti, il capriccioso Puck dovrà rimettere a posto le cose e tutto tornerà alla normalità.

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