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Archivio Novembre 2007

Tour della giraffa in 5 foto.

29 Novembre 2007 11 commenti

 

Percorrere la giraffa in lungo e in largo, non è mica così semplice, soprattutto per i piccoli esseri umani perciò, per risparmiarvi la faticaccia di scalare il mio collo, vi propongo un "tour in cinque foto" che mi rappresentano. Naturalmente, si tratta di un meme e consiste nel pubblicare 5 foto che ci rappresentano, delle quali almeno una che ci ritragga, e dargli un nome. La blogstar S.B. me l’ha appiccicato un po’ di tempo fa ed io non sono riuscita a staccarlo, perché, lo confesso: ‘sto meme mi piace!! Ne ho anche un altro caruccio, che conservo all’ombra dell’olmo del monte, lo farò, don’t worry;-)

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Siamo in chiusura di bilancio.

24 Novembre 2007 10 commenti

Quando uno è principe…

21 Novembre 2007 10 commenti

 

…si vede. Sì, si vede dalle piccole cose, dai piccoli gesti, dall’atteggiamento di distacco dalle cose del mondo, dalle sciocchezze del popolino (o del topolino) dalle miserie quotidiane, dal brutto che attanaglia questo sporco mondo e dal vile danaro, padre di ogni stoltezza. Eh, già, il vile danaro. E lui, Vittorio Emanuele, che purtroppo non è diventato Re, è fatto così, è superiore a tutte le imperfezioni della plebaglia italiana, lui ha un curriculum vitae pieno di nobili stoltezze, mica le liti con il vicino di casa, mica i rotoloni Regina insudiciati e lanciati nel giardino condominiale, mica la plebea ricerca di un lavoro, mica le richieste di risarcimento all’assicurazione, lui no. Il mancato Re d’Italia ha, nel c.v., altri passatempi, altre attività lavorative e, soprattutto, ha pretese principesche, nei confronti dello Stato italiano: 260milioni di Euro, più gli interessi, per i danni morali subiti a causa dell’esilio, e la restituzione dei beni di famiglia, di famiglia regnante. Naturalmente, non voglio assolutamente contestare la democratica scelta di far entrare l’idiota, ops, scusate, il discendente della famiglia reale italiana, in Italia, ci mancherebbe, noi siamo un popolo che accoglie i diseredati del mondo, perciò un idiota diseredato, ops, scusate, disc.della fam. regn. It., può circolare liberamente nel territorio e riempire l’aria di stupidaggini, ops, di principesche stupidaggini. Ci mancherebbe. Ci mancherebbe che io indossassi gli anfibi con la punta rinforzata per spedirlo a lavorare in miniera, ci mancherebbe.

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Freegans.

19 Novembre 2007 8 commenti

 

Allora, io provo, ogni giorno, a ridurre il mio impatto su questo monte, su questa Terra, provo a rendermi eco-sostenibile in vari modi: mangio tutto quello che trovo in casa, tranne le mele farinose e le banane troppo mature (lo so, è ecologicamente insostenibile ma, quando sono troppo dolci e farinose e mollicce non ce la fo’) chiudo il rubinetto, e non lascio che l’acqua scorra, quando mi insapono le orecchie pelose, mi lavo i dentoni mangia-acacia e gli zoccoli scaccia-leoni, svuoto il mitico "felce azzurra" fino all’ultima goccia, stritolo il tubetto del dentifricio, insomma, ci provo. Però, ho scoperto che, negli U.S.A., c’è gente che ci prova molto di più: sono i freegans (parola composta da "free"-libero e "vegans"-vegani, che si nutrono esclusivamente di frutta e verdura) e si propongono di ridurre il proprio impatto sul Pianeta, in un modo senza dubbio "alternativo": attraverso il "dumpster diving", cioè i tuffi nei bidoni della spazzatura di supermercati, negozi di alimentari, ristoranti, in cui è possibile procurarsi grandi quantitativi di cibo pulito e commestibile, che viene gettato semplicemente perché la confezione è ammaccata o la data di scadenza si approssima, ma anche delle scuole, alberghi, abitazioni private, dove si trovano cibo e altri beni di consumo, oggetti nuovi o quasi. Non sono barboni, ma persone con un lavoro e con una stabilità economica che, però, hanno deciso di alleggerire il mondo e boicottare il sistema economico statunitense, e non solo. Possono sembrare dei folli ma, se ci pensiamo bene..forse è il caso di ricontrollare il sacchetto della spazzatura.

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L’integrazione razziale de Kasteddu.

16 Novembre 2007 24 commenti

Guerrilla gardening!

14 Novembre 2007 9 commenti

 

C’è chi butta vernice rossa nella Fontana di Trevi, dichiarandosi neo futurista (ma de chè?) chi dipinge d’azzurro gli scogli sardi, dichiarando di essere una vera artista (ma de chè??) e c’è chi prova ad abbellire la propria città con un po’ di clorofilla, fiori, piante, colori, tutto rigorosamente naturale, per renderla meno grigia: si chiamano guerriglieri del verde e lanciano bombe di semi nelle zone degradate delle loro città, nelle aiuole abbandonate, dove non cresce neanche un filo d’erba. Insomma, arrivano dove i Comuni dimenticano di passare! Se volete aderire alla "guerriglia" e fare piccoli attacchi verdi alla vostra città, i guerriglieri vi danno alcuni consigli, nel loro sito. Abbiamo capito di non poter cambiare il mondo perciò, proviamo almeno con le aiuole…

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l’etichetta della signora.

13 Novembre 2007 10 commenti

 

Grazie alla mia sarta, simpatica e decisamente poco discreta, ho scoperto un fenomeno molto interessante: la metamorfosi dell’etichetta. Consiste nel sostituire l’etichetta di un abito, di un pantalone, insomma, di un qualsiasi capo d’abbigliamento, di marca ignota o notoriamente a buon mercato, con quella di una super griffe. E’ questo il destino di molti tubini neri (aridaje..!) o cappottini di sig. Zara..essere spacciati per dei noiosissimi e fighettissimi Prada. Persone che conosco, stando al bollettino della mia sarta, l’hanno fatto, per loro è impensabile la regola del cheap&chic, e non importa né il taglio né il tessuto, conta la griffe, quindi, aspetto che mi mostrino orgogliose l’etichetta del nuovo abitino perché, immagino, la sostituzione non ha senso se non viene mostrata. Nell’attesa, ho deciso di sostituire un vecchio Armani con un bel Made in Pitz’e cuddu Monti, vediamo chi inorridisce di più.

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Allumingius.

11 Novembre 2007 9 commenti

 

Is allumingius sono, in una delle lingue parlate in pitz’e cuddu monti, i soprannomi attribuiti ad una persona, e, spesso, ereditati dai discendenti, che sostituiscono totalmente i dati anagrafici registrati al Comune. In definitiva, nomecognomeecomesichiama della persona, o meglio della famiglia, allumingiata, nella carta d’identità e nella piazza del paese, sono allegramente discordanti, ma il soprannome batte sempre il dato anagrafico reale e anche i nuovi nati hanno marchiato a fuoco il loro grazioso allumingio che però, per simpatia nei confronti della tenera età, finisce sempre con un vezzoso "eddu", "edda", per esempio, il soprannome "bruncali" nei bimbetti diventa "bruncaleddu" o "bruncaledda". Naturalmente, is allumingius sono mooolto più efficaci del solito Mario Rossi o Maria Verdi e raccontano tante cose sulle abitudini del primo antenato, al quale è stato attribuito il soprannome. Qualche giorno fa, in occasione di Ognissanti, ho assistito ad un meraviglioso dialogo tra mia nonna e mia madre:

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Diamo il Nobel al sig. Zara, dalla Spagna per il mondo!

8 Novembre 2007 17 commenti

 

Il Nobel per la pace tra le donne e la taglia 42, naturalmente. In realtà, la guerra, almeno in Italia, almeno per quanto mi riguarda, non è con la taglia, ma con il taglio, dei pantaloni, delle gonne, degli abiti. Per intenderci, quando andavano di moda i maledetti Levi’s 501, ero una giovincella che ancora non aveva fatto pace col suo fianco anni ’50 e il suo vitino da vespa, con la sua forma "a pera", a violoncello, vabè, chiamatela come vi pare, comunque, era una forma inadatta ai maledetti jeans Levi’s. Lo compresi perfettamente, quando, in una bella mattina d’inverno, entrai nel negozio "Guarino" di Cagliari e ne provai almeno una decina tra modelli e misure, dal 502 al 645, al 367, dalla 42 alla 46 alla 48 e, naturalmente, non trovai neppure uno straccio di tela jeans che mi "fits you perfectly". Il proprietario-commesso, fortunatamente una persona sensibile, mi disse: "guardi, in tanti anni che faccio questo mestiere, non mi è mai capitata una cosa simile!". Con mio grande dispiacere, quel negozio chiuse dopo qualche anno e, per colmare la grande perdita subita dal commercio cagliaritano, con immensa gioia, sig. Zara arrivò in città e, un po’ come Bocca di Rosa metteva l’amore sopra ogni cosa, lui metteva, e mette ancora, la forma giusta in ogni pantalone, in ogni gonna, in ogni abito, senza badare alla taglia, con prezzi umani, a portata di precaria/disoccupata/studentessa/con stipendio modesto/ etc. etc.. Insomma, fa quello che le grandi firme, nonostante l’estro, la fantasia, l’impegno, i costi, non riesce a fare: veste le persone normali, non i manichini perfetti, o le modelle tutte acqua&lattuga (ma io mangio tantissssimo!, false come Giuda e anche di più) ma le persone imperfette, con la cellulite, con che mangiano spaghetti&tiramisù,   Tutto questo pistolotto, semplicemente, per ringraziare sig. Zara per aver realizzato un mio banalissimo, scemissimo, borghesissimo, infantile sogno: il tubino nero :-)

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Bloggers a merenda.

8 Novembre 2007 2 commenti

 

Antonio "the cannibal" ha creato il meme malefico "quale blogger mangeresti?", Simone B. , con allegra e gioviale perfidia, me l’ha lanciato. Ora, io dico: la giraffa è l’animaletto più alto del mondo, mite ma non rincoglionito, che vive nella savana, si nutre, soprattutto, di foglioline di acacia e altre cosette alimentate dalla clorofilla, appese agli alberi. "Mite" significa che, a differenza del leone (notoriamente sbertidori*) non rompe le scatole agli altri abitanti della savana, riducendoli in brandelli dopo averli cacciati, azzannati e sbranati. "Non rincoglionito" significa, per esempio, che se il suddetto leone sbertidori osa avvicinarla e, soprattutto, osa pensare di annusare la sua prole, gli pianta il suo durissimo zoccolo dove capita, testa, pancia, boh, e quello se ne va con la codetta tra le zampe.

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