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Dubbi mafiosi.

20 Gennaio 2008

 

Il dubbio che mi tormenta, da quando Silvio B. aveva definito gli elettori della coalizione di centro-sinistra dei coglioni, è che gli italiani, compresi gli elettori di centro-destra, vogliano confermare la tesi del supremo re dei puffi Silvio B. . Noi viviamo in un Paese a gestione mafiosa del potere politico (si ha associazione mafiosa, secondo l’art. 416 bis codice penale, quando gli associati si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, per commettere delitti, per acquisire il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero per impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o per procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali) abbiamo il Ministro della giustizia, Mastella, indagato per concorso in concussione, concorso esterno in associazione a delinquere, tentata concussione, concorso in abuso d’ufficio, due concorsi in falso; abbiamo la moglie del suddetto Ministro, che attualmente ricopre la carica di Presidente del Consiglio (il Consiglio nelle regioni equivale più o meno al Parlamento, quindi fa le leggi) della Campania agli arresti domiciliari per concussione, praticamente un "matrimonio a delinquere", però a differenza del consorte dichiara di non volersi assolutamente dimettere, "non ci penso minimamente" e al processo si avvale della facoltà di non rispondere; abbiamo il Presidente della Giunta (l’organo esecutivo) della Campania condannato dalla Corte dei Conti a pagare 3,2 milioni di euro per la gestione commissariale dell’emergenza rifiuti in Campania; abbiamo il Presidente della Regione Sicilia condannato per il reato di favoreggiamento e violazione di segreti d’ufficio, il quale si è detto, comunque, confortato dal fatto che i giudici non abbiano riconosciuto l’aggravante del favoreggiamento alla mafia, bè, contento lui. Contento lui, contenti tutti? Contenti pure noi? Ecco, qui arriva il dubbio che mi attanaglia, ossia il rincoglionimento (pardon, je ne suis pas Caterine Deneuve)  di noi italiani: se il sistema mafioso delle nostre istituzioni favorisce esclusivamente parenti e affiliati, lasciando intorno a sé soltanto povertà, disoccupazione, precarietà, rabbia, crescita economica zero, insoddisfazione, perché continuiamo a tollerarlo? La maggior parte delle persone che conosco è onesta, non affiliata e se si affilia lo fa per sopravvivere, dal momento che non esistono molte altre vie per uscire dalla condizione di precarietà in cui si vive, e allora tutte le persone oneste come possono ancora tollerare di avere dei delinquenti al governo, che gestiscono la nostra cosa pubblica come fosse loro?

Ma forse il dubbio non dovrebbe riguardare il "se" ma il "quando": quando sarà la prossima rivoluzione italiana?

  1. 20 Gennaio 2008 a 20:16 | #1

    La prossima rivoluzione non avverrà perchè siamo rincoglioniti (appunto) dalle televisione che creano bisogni, voglie e desideri in persone che non possono soddisfarli. Siamo il Paese dell’indignazione a tempo, per tutto questo ci schiferemo per qualche settimana e poi tutto dimenticato, come per tangentopoli, vallettopoli, calciopoli…se uscisse fuori stronzopoli saremmo tutti indagati.

    Molto significativa la parola antispam di questo commento “esca”, ma è intenso come esca per pescare oppure come “esca da questo Paese”^

  2. 20 Gennaio 2008 a 20:50 | #2

    La prossima rivoluzione, mia cara Giry, ci sarà senz’altro, perchè la pazienza non è infinita…il punto è che scoppierà, probabilmente, per motivi ben più concreti, come ad esempio il fatto che una famiglia su sette in Italia non arriva la 27 del mese. Sarà uno scoppio, uno tsunami di “pancia” e non di “testa”, e non so se la cosa mi preoccupi o se in fondo e in realtà non mi colmi, finalmente, di sollievo….

  3. 20 Gennaio 2008 a 20:55 | #3

    Ciao cara Giraffa.. lo sai che mi piace molto il tuo post? Davvero molto, brava, soprattutto per la lucidità nel definire questa situazione oltremodo scoraggiante. Mi viene da ripensare a tutti i bei discorsi che si fanno agli anniversari della morte di Falcone, Borsellino, e tutti gli altri.. tutti a dire “ababsso la mafia”. Ma non bisogna dirlo solo in quei giorni, bisogna farlo ogni giorno con le azioni, con le decisioni che si prendono. I politici che abbiamo sono lo specchio della società che siamo. Se ci possa essere spazio per una rivoluzione non lo so. L’unica rivoluzione possibile è forse che io e te e tanti altri comunichiamo e se non ci fossero i blog non ci conosceremmo neanche.. e vediamo che abbiamo le stesse idee e magari siamo meno soli.. ma nei palazzi non cambia nulla..

    p.s. : ho visto il blog che ti avevo segnalato. Ha pubblicato tutti i vostri commenti. Anche il tuo. Un abbaraccio cara amica.. resistiamo..

  4. 20 Gennaio 2008 a 22:07 | #4

    cara giry, è da tempo che mi auspico una rivoluzione per mandare a casa tutti questi ladri mafiosi di destra e di sinistra che hanno mandato in malora l’italia incasinando tutte le persone oneste.

    bisogna fargli capire che il popolo non è disposto ad accettare tutte le loro manfrine.

    via, cambio generazionale. largo ai giovani e alle nuove idee. ma soprattutto cambiamo le regole. i politici devono essere valutati e giudicati dal popolo, chi non è in grado, di delinque, chi fa i propri interessi deve essere cacciato per lasciare il posto ad altri.

    e poi, diminuiamo il numero di parlamentari, diminuiamo del tanto giusto il loro stipendio!!

    è ora di ripulire l’italia cari miei.

  5. No Blogger
    20 Gennaio 2008 a 23:09 | #5

    Cari ragazzi, con tutta probabilità di un’altra generazione, auspicate una rivoluzione ? Vuol dire teste rotte, sangue in faccia, mani che premono sullo stomaco per tenere il sangue che esce, braccia che non rispondono più al vostro cervello (quando c’è), cervello che deve correre a mille più delle vostre gambe per scappare in un portone, per portare via chi è al vostro fianco da una strada dove un lacrimogeno viaggia alla vostra altezza per spiattelarsi su un muro a due metri da voi. Vuol dire spesso e volentieri gente molto più sveglia di voi – sopra di voi – che vi manda a far la rivoluzione. Parlate di cose che non conoscete. Parlate di cose che nulla hanno a che fare con chiacchere da blog o crastulate da locale figo dove si va a cercare qualcosa di nuovo. Studiate, imparate, ascoltate. Anche da chi ha già fatto quelle cose prima di voi. Anche qualche errore. Ma non dite boiate e non riempitevi cervello e bocca di boiate. La vera rivoluzione ci sarà quando ciascuno rifiuterà in blocco tutte quelle immani forme di delinquenza istituzionale che vanno sotto il nome di privilegio, raccomandazione, accozzo e via dicendo sotto ogni latitudine italiana e non solo. Se, in qualche modo, cercherete di averle dalla vostra parte sarete come tutti gli altri. Come tutti quelli che hanno permesso in questo fottuto Paese la prosecuzione di questo melmoso stato di cose. Scusatemi se mi sono sciacquato la bocca, ma – in coscienza – so di potermelo permettere, avendone abbondantemente pagato il prezzo. Non ho nulla da insegnarvi, solo uno stimolo per riflettere. Ciao.

  6. 20 Gennaio 2008 a 23:56 | #6

    no blogger ma che stai dicendo?

    una rivoluzione deve essere pre forza violenta? devo sfasciare le teste per mandare a casa chi vive e si arricchisce a discapito dell’italia?

    non si può parlare in certi termini nei blog? non si può parlare in un post di locali e di cazzate, e in un altro di politica?

    chi sei tu per dire ad altri di studiare, di informarsi, di non dire boiate? però concludi dicendo che non hai nulla da insegnare?

    parli di esperienza, e va bene, ma proprio l’esperienza dovrebbe farti riflettere. e farti pensare che è da anni che ci si interroga e si riflette, ma praticamente non si è fatto nulla. e la situazione è questa, quella che viviamo ogni giorno!

    un’italia instupidita,.

    se ai tempi di bettino qualcuno non si fosse fermato a riflettere, o lo avesse fatto in modo costruttivo non saremo a questo punto.

    tu potrai riflettere. lo potrò fare anche io, potranno farlo in 1000…stai sicuro che ci saranno tanti altri, la maggioranza, le nuove generazioni, che staranno li a guardare uomini e donne e sciacquatura di piatti come queste… convinci loro a riflettere e vedremo cosa ne salterà fuori…

    io sono sicuro che fino a che non ci sarà una mossa dal basso la situazione andrà peggiorando.

    vedrai

  7. No Blogger
    21 Gennaio 2008 a 0:18 | #7

    Mat, senza nessuna volontà di polemica nè volontà di insegnare qualcosa a qualcuno, ti suggerisco di leggere e informarti sulla storia di questo Paese negli ultimi 40 anni. Poi potrai farti un’idea più precisa. Ciao.

  8. mat
    21 Gennaio 2008 a 0:40 | #8

    no blogger, accetto il consiglio ma sarà difficile leggere e informarmi più di quanto già non faccia.

    leggo, rifletto, mi confronto. anche con 60 enni.

    la rivoluzione che intendo io non ha a che fare con le b.r., ma nemmeno con tutti i tavoli di discussione che si fanno nei salotti

  9. 21 Gennaio 2008 a 8:30 | #9

    C’è bisogno di un profondo cambiamento ma non penso che sarà indolore. In fondo c’è una parte del paese che in qualche modo gode di privilegi e sarà dura fargli cambiare idea..

  10. No Blogger
    21 Gennaio 2008 a 8:40 | #10

    Mat, ti potrà essere anche “difficile leggere ed informarti più di quanto già non faccia”, visto che ti confronti “anche con 60 enni”, ma ti consiglio caldamente di farlo. Forse capiresti che la rivoluzione che intendi tu è cosa ben diversa dalla rivoluzione che è stata fatta da sempre nelle varie società umane e nei vari periodi storici. Salotti ? B.R. ? Poco hanno a che fare con la rivoluzione…

  11. 21 Gennaio 2008 a 10:35 | #11

    Vengo in visita quasi casualmente e mi trovo a fare delle riflessioni sul tuo post. Mi pare che, anche se inespressa, ci sia la domanda: come si è giunti a questo? La domanda non è ovviamente storica ma comunque io credo che la storia vada considerata. La mafia, intesa come cupola, come “mano nera” o altro ha certamente origini anteriori all’unità d’Italia, però non credo che sia quella la mafia di cui si parla oggi. Non so se esista ancora una “cupola” ma credo che comunque le fila di un certo modo di gestire il potere siano tenute oggi da persone dall’apparenza più che rispettabile: politici, managers ma soprattutto operatori dell’economia e della finanza, ricchi di società off shore e di conti correnti in Svizzera ed alle Caiman. Le parole mafia, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona e compagnia cantante sono, secondo me, fumo negli occhi per il “popolo bruto”. Queste arcaiche sette malavitose, se pur sopravvivono, sono un ulteriore strumento che affianca certe frange dei servizi segreti, della massoneria, di Gladio ecc. per svolgere alcuni dei lavori più sporchi; e non parlo, naturalmente, solo dell’Italia. Questo non vuole intendere che non ci sia dentro una buona dosa di comune delinquenza. La “manovalanza” non è certamente consapevole di quanto accade nelle alte sfere ed ha pure una sua vita autonoma. Ma perchè nel nostro paese certe forme di parassitaggio hanno potuto espandersi con tanta visibilità?

    Semplicemente perchè abbiamo perso una guerra, abbiamo subito le condizioni politiche ed economiche dei vincitori e questi hanno imposto di tutto, dalla forma politica (vedi referendum monarchia/repubblica) a chi doveva governare (ricordi Giuliano e Pisciotta? Il separatismo siciliano serviva nel caso non si fosse riusciti a contrastare le forze della sinistra. Poi vinse la DC e i due, ormai inutili e scomodi, furono fatti fuori). In un paese colonizzato, lo insegna la storia, i “governatorati” sono preda di una corruttela diffusa. I cittadini, e gli italiani sono maestri nell’arte di arrangiarsi, capiscono presto che chi rivendica i propri diritti è visto di malocchio, perchè è scomodo, non è funzionale al potere e scopre gli altarini di chi manovra sottobanco. Queste persone sono emarginate (oggi si ricorre al “mobbing” con una sfacciataggine degna di miglior causa!) e gli altri si fanno furbi: pagano il “pizzo”, quale che esso sia. Non c’è solo il pizzo degli esercenti, c’è quello di chi DEVE iscriversi a certe associazioni, sindacali, politiche o altro; di chi DEVE rivolgersi a certe persone per chiedere il “favore” di avere una parte di ciò che gli spetterebbe di diritto oppure, se è un bravo picciotto, quello che gli spetta più quello che sarebbe spettato a qualche imbecille fissato con l’onestà. Vogliamo chiederci per caso come si formano le graduatorie per le case popolari? Lasciamo perdere. Sul discorso “rivoluzione” sarei daccordo nel ritenere che l’unica rivoluzione auspicabile sia quella della coscienza collettiva che si oppone a tanta corruttela, però devo dire in tutta franchezza che nutro ben poche speranze.

  12. pat
    21 Gennaio 2008 a 10:40 | #12

    una rivoluzione in guanti di velluto e che chiede il permesso di allontanare i disonesti e i malavitosi dai loro posti di comando magari accompagnandoli ad una dorata pensione? e questa favola dove l’avete letta? ogni rivoluzione ha la sue vittime e il suo bagno di sangue, non è una scampagnata! NB ha detto bene di informarsi e studiare.

  13. 21 Gennaio 2008 a 11:39 | #13

    Francamente è una situazione così astrusa che è imposibile capire come vadano le cose…A me vengon gli occhi a creocette solo a pensare a come siamo messi male…E a come in pochi mangiano e in tanti guardano…Ma non è chei politici italiani hanno pensato bene di replicare una certa situazioncina della francia di fine settecento quando il primo e secondo stato se ne fottevano (pardon) del terzo? No, perchè li non andò poi così bene…

  14. 21 Gennaio 2008 a 13:13 | #14

    Fa bene No-B a ricordare i periodi sanguinosi del passato, in cui peronsaggi d’ogni colore, credendo di avere la verità in tasca, procedevano a sommarie esecuzioni e a manovre che nulla avevano a che fare con un vero cambiamento, quanto piuttosto con un tentativo di instaurare semplicemente il comando di una diversa oligarchia (la loro, ovviamente). Però non sono d’accordo con il suo giudizio semplicistico su chi utilizza il termine “rivoluzione”: personalmente, ma mi sembra di capire che la cosa riguardi anche altri contributi, viene usata responsabilmente a indicare un cambiamento radicale che a mio parere avverrà A PRESCINDERE dalla nostra volontà. I segnali -sociali ed economici- ci sono tutti: e io che per prima aborro ogni genere di violenza non credo che la cosa sarà “all’acqua di rose”: non perchè me lo auguri (tutt’altro), ma perchè i corsi e ricorsi della storia ci insegnano questo, e nel frattempo l’essere umano non ha imparato nulla, non è cambiato di una virgola ma anzi è peggiorato in una frammentazione di individualismi: insomma, è la classica situazione del “si salvi chi può”.

    Spero ovviamente di essere troppo pessimista, e di essere, sul breve, medio e lungo periodo, smentita dai fatti.

  15. sammy
    21 Gennaio 2008 a 13:24 | #15

    la rivoluzione è rivoluzione, è un cambiamento drastico ed è una forte rottura con il passato, non è un’evoluzione gentile: oggi i proletari sono i tanti giovani senza lavoro o sfruttati con il lavoro nero o i tanti dei call center, sono i nuovi poveri senza prospettive, sono i tanti che non arrivano alla fine del mese. se rivoluzione sarà (e la ritengo molto probabile) sarà di questi arrabbiati e non sarà gentile nei confronti di chi ha il potere e vuole il manteniomento di questo stato di cose. il resto è fuffa.

  16. 21 Gennaio 2008 a 14:08 | #16

    Scusate se mi intrometto di nuovo. Dato che tutti parlano di storia, voglio ricordare che nè i moti risorgimentali nè la pseudorivoluzione fascista (uniche cose che in Italia possono essere chiamate rivoluzionarie) sono state un bagno di sangue. Facinorosi e violenti non sono mai mancati in nessuna epoca ed in nessun luogo; abbiamo avuto gli “anni di piombo”, ma era comunque una situazione marginale. Tutto ciò per dire che io bagni di sangue non me ne auguro (chi li fa non è in genere migliore di quelli che combatte) nè ne prevedo. Rivoluzione è parola che indica ogni capovolgimento di situazione ed io spero in un capovolgimento democratico e positivo ma stiamo attenti che non ci sia invece qualche golpe militare o roba del genere perchè di carogne ne abbiamo già abbastanza.

  17. giraffa
    21 Gennaio 2008 a 15:21 | #17

    *Baol, io credo che una rivoluzione avverrà, sopratutto per necessità, perchè l’attuale immobilità del Paese, dovuta ad una pessima classe politica e all’indifferenza di chi, comunque, è riuscito a campare per tutti questi anni, porta solo povertà e miseria, ammazza la speranza e la voglia di creare. Quindi, se vogliamo continuare a vivere decentemente, l’unica via è il cambiamento radicale di un sistema che privilegia solo pochi “affiliati”. In caso contrario, saremmo solo degli autolesionisti:-(

    *Madry, iniziamo a farla ‘sta rivoluzione! O magari stiamo iniziando a farla..

    *Antonio, grazie:-) sembra una situazione senza via d’uscita, è molto desolante vedere inetti, furbacchioni, disonesti fare carriera ed essere considerati intelligenti, e persone oneste, capaci, serie “stupide” perchè non riescono ad allinearsi o a cercare un padrino che li protegga. Mi sembra che lo spazio per una rivoluzione ci sia, e sia pure bello grande..!

    *Mat, sono d’accordo sul cambiamento, sul ricambio generazionale, però capita spesso che i giovani, sopratutto in politica, si limitino a seguire la linea tracciata dal loro padrino, dalla persona che li ha piazzati sull’ambita poltrona. Sono giovani-vecchi, perciò, secondo me, serve sopratutto un cambiamento di mentalità. E non può avvenire in modo indolore..

    *No blogger, auspico una rivoluzione, che non può essere indolore, ma magari può essere fatta di denunce, di condanne, di calci nel sedere a chi non ha governato bene. Magari una rivoluzione che inizia da una persona che rifiuta di andare a baciare i piedi al politico di turno, pur di avere un posto di lavoro e, anzi, a denunciarlo se concede privilegi illegittimi. So che la storia ci dà esempi di teste rotte, di persone in buona fede manovrate da personaggi ben più scaltri, ma, vista la situazione attuale, si rischia di morire di stenti e senza dignità, di darla vinta alla casta e ai suoi figliocci, non possiamo permettere che accada!

    *S.B., non sarà indolore, ma è molto più doloroso vivere non solo senza privilegi ma senza neppure diritti e rispetto..

    *Julien, in effetti, uso il termine “mafia” in senso molto ampio, come d’altra parte fa la stessa legge, non legandola strettamente al territorio in cui è nata, la Sicilia. Come giustamente scrivi, la gestione mafiosa del potere, in tutta Italia, è ora nelle mani di persone in apparenza rispettabili ma, profodamente, disoneste, e di politici senza alcun tipo di decenza politica e morale. Non riusciamo nemmeno più a distinguere tra corruttore e corrotto, dal momento che ogni singolo diritto viene barattato, e spesso è lo stesso politico a promettere un vantaggio per ottenere un voto, quindi, più potere per sè.

    E’ vero che le vere rivoluzioni sono quelle risorgimentali (che pure non furono indolore) però, non dimentichiamo che gli anni di piombo, con tutto il loro carico di violenza bruta e cieca, purtroppo, furono alimentati da un profondo malcontento e dalla profonda convinzione di rivoluzionare il “sistema”. La rabbia e l’esasperazione della gente, per le vessazioni subite, per la mancanza di rispetto, per l’arroganza di chi sta al potere, può sfociare in una protesta pacifica o in una violenta manifestazione, però dà sempre segnali molto chiari e precisi, che non dovrebbero essere sottovalutati, se non si vuole arrivare alla vera rivoluzione sanguinaria.

    *Pat, niente guanti e, sopratutto, niente pensione d’oro!!

    *Coniglia, bè, spero che si accorgano in tempo che la rabbia del terzo stato sta crescendo, per evitare spicevoli e taglienti conseguenze..gli occhietti a crocette però mi piacciono:-)

    * Sammy, temo anch’io che non sarà gentile..

  18. 21 Gennaio 2008 a 17:16 | #18

    la cosa piu’ tragica sai qual è ?

    a palermo la città dove vivo in questi ultimi periodi si erano creati gruppi di preghiera pro Cuffaro , secondo il mio modesto parere dovremmo tutti cambiare spacciatore, e fare uso di altri tipi di stupefacenti:-)

    ci siamo fumati di tutto

    maya

  19. giraffa
    21 Gennaio 2008 a 22:16 | #19

    Ciao Maya, è semplicemente assurdo..ho sentito dire che a Bassolino facevano pure benedire i bambini ma, spero con tutto il cuore che sia una leggenda..altrimenti, mi sembra necessario iniziare una bella cura di disintossicazione, con i lavori forzati, ma io sono la solita esagerata;-)

  20. No Blogger
    21 Gennaio 2008 a 22:20 | #20

    A puro titolo di cronaca (storica):

    * i morti nelle sollevazioni e nelle guerre risorgimentali sono stati decine di migliaia;

    * i morti, da tutte le parti, fra il 1919 e il 1925, nel periodo compreso fra il turbolento primo dopoguerra e l’ascesa del regime fascista sono stati oltre 3.000.

    Pochi o molti ? Non so. Parecchi avevano anche più di 60 anni. Molti altri erano giovanissimi. Certo c’è stato poco di “gentile”, “scampagnata”, “acqua di rose” o simili.

  21. mat
    22 Gennaio 2008 a 0:43 | #21

    @ no blogger: tu continui a non capire il significato che intendo io per rivoluzione…non intendo andare a spaccare teste, ma mobilitarsi, essere più attivi e presenti, intervenire, far sentire la propria voce, lamentarsi.

    e anche dargli un calcio nel culo se necessario.

    se poi vuoi attaccarti al tuo significato di “rivoluzione” fai pure…vorrà dire che per rivoluzione industriale si intende che un operaio ha spaccato una macchina.

    poi mi dici di studiare…e mi parli di guerre risorgimentali e guerre mondiali…sono appunto GUERRE, non RIVOLUZIONI!

    ti attacchi troppo alle parole, che per te hanno un solo significato. quello che gli dai tu.

    @pat: come sopra. e leggi bene i commenti, ci vedrai anche altri termini. in ogni caso, il caro no blogger sa bene il perchè mi sono sentito chiamato in causa…

    ad ogni modocontinuerò a credere che sia necessario un netto e repentino cambio di rotta, avendo già da tempo rifiutato in blocco tutte quelle immani forme di delinquenza istituzionale che vanno sotto il nome di privilegio, raccomandazione, accozzo e via dicendo sotto ogni latitudine italiana e non solo (cit.).

  22. No Blogger
    22 Gennaio 2008 a 0:57 | #22

    caro Mat, vai pure a fare la tua rivoluzione: se ci riesci, avvertici tutti quanti, una cinquantina di milioni di italiani te ne saranno grati ;-) )

  23. mat
    22 Gennaio 2008 a 1:59 | #23

    caro no blogger, io farò il mio.

    certo che se una 50 di milioni di italiani seguiranno il tui insegnamenti andremo di male in peggio. ;)

    cmq nn credo sia il caso di continuare a macchiare il post di giry con inutili discussioni tra me e te. fine dell’inutile discorso

  24. No Blogger
    22 Gennaio 2008 a 8:44 | #24

    Vedi, Mat, io non voglio insegnare proprio nulla, solo far presente che cosa sono sempre state le “rivoluzioni” nella storia umana. E mi sembra di non essere il solo ad aver detto queste cose. Mi pare di capire dalle tue parole che tu abbia già chiare le idee su come procedere per cambiare questo stato di cose. Buon per te. Personalmente credo che i milioni di disoccupati, sottocupati, sfruttati, cassintegrati, i milioni di giovani che vedono il futuro nero, i milioni di italiani che hanno sempre più difficoltà a metter insieme il pranzo con la cena, gli imprenditori che stanno con l’acqua alla gola per la loro attività e il pizzo da pagare, i milioni di italiani che vedono privilegi nelle mani di pochi ed il lavoro elargito grazie a raccomandazioni abbiano ben altro nella testa e nello stomaco che “mobilitarsi, essere più attivi e presenti, intervenire, far sentire la propria voce, lamentarsi” per “ripulire l’Italia”. Queste cose molti le hanno già fatte ed hanno visto le cose andar sempre peggio. Con una classe dirigente (e relativi accoliti) sempre più sorda. Se fai un po’ di attenzione, potrai renderti conto da solo del clima che sta cambiando. Puoi fare un esperimento, se credi: prova a “tagliarti” per tre mesi tutte le spese per locali, abbigliamento, auto, Jean Louis David e cose simili. Poi vedi come ti senti. Poi ancora pensa che la grande maggioranza dei tuoi coetanei ha questa come situazione abituale. Questa attuale è simile a tante altre situazioni nella storia che hanno preceduto momenti in cui i tanti che stanno male hanno cercato di cambiare lo stato di cose. Senza alcun riguardo per chi stava meglio di loro. Ripeto, non voglio proprio insegnare un bel niente, solo consigliare a chi ne ha voglia di informarsi ed aprire gli occhi. Se poi c’è qualcuno che ha già capito tutto, tanto meglio per lui. A me non me ne potrebbe importar di meno. Ciao.

  25. 22 Gennaio 2008 a 9:30 | #25

    Scrivo per no blogger e chiedo scusa se uso le pagine di Giraffa, cercherò di farlo con discrezione. Carissimo, non mi è chiaro il tuo punto di vista: da una parte elenchi e denunci quei mali della società che abbiamo tutti sotto gli occhi, dall’altra metti in guardia contro le sanguinarie conseguenze delle rivoluzioni (però mi pare che nessuno qui voglia innalzare forche a piazza del popolo o innalzare barricate) ma poi auspichi radicali cambiamenti. Non è che stai facendo una tempesta in un bicchier d’acqua per dire quello che diciamo, forse con piccole sfumature in più o in meno, tutti quanti? Sta tranquillo che io, per mio conto, non taglierei nessuna testa; vorrei però un serio cambiamento di rotta e, per non essere ambiguo, dirò subito che voglio uno Stato presente alle esigenze di tutti i ceti sociali e non lo Stato berlusconiano degli imprenditori furbetti che considero capofila dell’illegalità strisciante di questo Paese, Paese che amo con un senso di Patria che non è secondo a nessuna ideologia e si schifa letteralmente del leghismo. Questo tanto per essere chiari!

  26. No Blogger
    22 Gennaio 2008 a 9:50 | #26

    Julien, ti rispondo brevemente. Credo semplicemente che l’orizzonte sia molto più vasto delle quattro parole che possiamo scambiarci qui. Avverto (ma non ci vuole molto) un disagio sociale sempre più diffuso e “crudo”, “arrabbiato”. E credo che un radicale mutamento dell’attuale stato di cose sia necessario, se si vuole mantenere la pace sociale e le prospettive di crescita economico-sociali nazionali. Ed avverto l’impermeabile sordità della classe dirigente attuale. Non auspico certo un “bagno di sangue”, anzi. Nemmeno vedo una “tempesta in un bicchier d’acqua”. Dico solo che queste sono situazioni e problemi da non affrontare superficialmente e con leggerezza, ma informandosi quanto più possibile.

  27. 22 Gennaio 2008 a 10:31 | #27

    Sì, siamo autolesionisti :(

  28. Sammy
    22 Gennaio 2008 a 10:51 | #28

    scusate se parlo ancora: non vedo una polemica da parte di no-b ma una fotografia lucida anche se non piacevole. è brutto il punto dove questa nostra società è arrivata.

  29. pat
    22 Gennaio 2008 a 12:05 | #29

    altri interventi (NB,Julien) hanno detto più o meno quello che avrei detto anche io. che l’Italia sia in crisi è un fatto e che le gente qualsiasi sia arrabbiata è un fatto. e quando alla rabbia si unisce la fame e le umiliazioni esce il peggio delle persone. non ho la stessa conoscenza della storia di NB e J ma cerco di saperne di più. lamentarsi non basta e chi lo crede è illuso, senza offesa per nessuno.

  30. susy
    22 Gennaio 2008 a 16:59 | #30

    sapete che cosa vuol dire vivere con 700 euro/mese anche avendo una laurea? se lo sapete siete anche voi sulla buona strada per l’incazzo. lamentarsi? e che ti lamenti a fare? ci vuole altro :/

  31. antonio76
    22 Gennaio 2008 a 20:16 | #31

    Grazie di aver partecipato all’esperimento :-)

  32. pat
    22 Gennaio 2008 a 21:57 | #32

    susy ha ragione da vendere: ok :/

  33. giraffa
    22 Gennaio 2008 a 22:54 | #33

    Picioccus, non vi preoccupate, dobbiamo solo decidere le modalità della rivoluzione ma, sulla sua necessità, mi pare che siamo tutti d’accordo. Per prima cosa, direi che sarebbe opportuno scendere in piazza ed esigere a gran voce le dimissioni dei parlamentari condannati come, peraltro, sta facendo da un bel pezzo Grillo. Però, in caso di orecchie sorde, dovremmo pensare ad un’altra strategia. E ora, scusate, vado..se vedrete una giraffa in piazza col tricolore avvolto intorno al collo, saprete che la rivoluzione è iniziata:-)

  34. mat
    23 Gennaio 2008 a 0:32 | #34

    no blogger non fare questi discorsi…io fino a 2 anni fa, con una laurea in ing con 110 e lode prendevo 300 euro al mese lavorando in una scuola privata…nessuno rispondeva ai miei curriculum

    non parlarmi di disagio perchè lo conosco benissimo, forse più di te. e per guadagnare decentemente lavoro SEMPRE fuori casa senza orario.

    i miei hanno creciuto 3 figli, di cui 2 laureati e una diplomata, con un solo stipendio di operaio. e mia mamma impossibilitata a lavorare.. e vedevo partire mio padra a roma per cortei e manifestazioni…senza spaccare teste qualcosa l’hanno ottenuta.

    ma per te rivoluzione è bagno di sangue, per me è altro. e lascia perdere l’ironia sulle mie spese perchè non ti riguardano…ma soprattutto erano fuori luogo.

    fai tu attenzione alle cose che ho scritto e fai un esperimento…prova ad andare oltre l’idea che ti sei fatto dei miei commenti forse ti renderai conto che la parole testa spaccata, sangue, violenza, bombe ecc nn sono mai state espresse come una soluzione. per me rivoluzione è recepire la ns condizione, interrogarci, confrontarci e informarci bene sulle questioni, incazzarsi e provare a cambiare le cose….

    comunque, è tutto bla bla bla.

    ora penso al lavoro e dove sarò domani per portare a casa lo stipendio e pagare le tasse

  35. No Blogger
    23 Gennaio 2008 a 8:39 | #35

    Mat, tu attribuisci a me e vuoi attribuire a me idee che non ho: mi sono limitato a dirti (e lo confermo) che le rivoluzioni, da sempre, non sono una festa nè un invito a nozze. Non perchè lo dica o lo voglia io, semplicemente perchè è avvenuto sempre così. Ed avviene a prescindere (come avrebbe detto il grande Totò) da quello che voglio io o vuoi tu. Oggi rivedo crearsi, nel pesante disagio di moltissima gente, situazioni che ho già visto in passato. E non mi fanno pensare nulla di buono. Hai conosciuto difficoltà e disagio ? Bene, abbiamo un’altra cosa in comune. La prima, più importante, è l’aver avuto dei genitori che ci hanno trasmesso e insegnato qualcosa. Credo che siano cose da non dimenticare. Scopro poi che abbiamo anche una terza cosa in comune: anch’io pago le tasse, fino all’ultimo euro. Non si può, però, far finta di niente davanti ad una situazione sociale che va deteriorandosi sempre più. Su questa strada non sarai tu a spaccar le teste, non sarò io, ma il rischio che ci sarà molta altra gente è piuttosto forte.

  36. susy
    23 Gennaio 2008 a 22:26 | #36

    NoB è troppo cinico ma è così :)

  37. No Blogger
    23 Gennaio 2008 a 23:34 | #37

    nessun cinismo, è solo constatazione di quello che è accaduto decine e decine di volte.

  38. fabri
    29 Gennaio 2008 a 9:49 | #38

    Giraffa, concordo pienamente con te. Si tratta solo di aspettare…..

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