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Il traffico nella capitale del Mediterraneo. Raccontato da Ringrazio Deledda.

7 Febbraio 2008

Il mitico Ringrazio Deledda, casteddaio d.o.p., vive molto intensamente la sua città, com’è ormai noto, e sente in maniera profonda tutti i suoi problemi, le sue contraddizioni, le ferite che lacerano il suo cuore pulsante, comprese quelle che vengono dal fondo delle strade. Ringrazio sente tutto questo, e molto di più, e ce lo racconta, con la sua ironia surreale. Però, vi avviso,  stavolta il racconto è pulp, molto pulp… Buona letturaJ

Giraffa.c

 

Traffico a Kasteddu

 

Nella nostra mitologica Kasteddu, la notoria capitale del Mediterraneo che tutti quanti ci invidiano a nastro perché ne sono invidiosi, qualche volta ve ne sono purtroppo problemi.   Ma non è come quelli quando due che non si conoscono se ne incontrano per strada e si sbattono perché sono distratti pensandone ognuno ai cavoli propri, tipo uno alle rate della macchina da pagare e un altro alla commessa del bar che ne ha una carrozzeria da fischio, e se ne guardano torvi e si dicono "Nara, o calloneddu, ma ci hai problemi?".   Noooo, anche problemi più difficili.   Uno di questi ne è il traffico con i parcheggi.    Certe volte è un vero bordello cercarne di passare in macchina a certe ore in certe strade kasteddaie.     L’altra mattina – come esempio – ne è capitata una cosa proprio incresciosa.   A via Sant’Eusebio ne passava tirandone dritto a manetta un’apixedda verde sprammata quando, girandone dentro via Grazia Deledda, ne è crollata dentro un buco della strada che se ne aperto comenti tronusu e’ lampusu quando ne passava davanti al bar di Marrabbotto.  Pò!!!   E se n’è arrumbulata dentro al buco da dove ne è uscita a zampillo subito acqua!     Il pilota, che ne sembrava Marlon Brundu al fronte del porto, ne è sceso frastimando anche quella bagassa della sorella di non so quale assessore comunale, subito ne sono piovuti da tutte le parti pischelli che ne andavano a scuola, oreri che erano dentro al bar di fronte e non gli sembrava vero che potevano calloneggiare senza misura e pure due vigili finti, bestiu a scimprusu,  madraffi che ne fanno le multe e chiamano il carro attrezzi a portarne via la macchina.   Tutti a dire la loro e nessuno a fare nulla perché tutto intorno all’apixedda se ne era fatto ormai un pantano di fango e nessuno voleva sporcarsene a tirarla fuori.    Di dietro al disastro se ne era fatta una fila di macchine e camion e pure quello dell’aliga, tutti suonandone il clacson a togliere l’apixedda da lì.   Poi ne sono venuti, a pronto intervento, anche due bodranci dell’acqua con pure la tuta da gosbasters e gli stivali, ma nemmeno loro volevano entrarne nel fango.   E questo bordello ne deve essere durato anche parecchio perché si sentivano le grida del pilota dell’apixedda anche da lontano.      Doveva esserne proprio un giorno di corroghe purescie, perché se ne è lanciato pure uno dal Bastione.  Una cosa molto triste che però – hanno detto tanti che ne capiscono di queste cose e ne scrivono sui giornali di Kasteddu – ormai ne capita troppo spesso.  Molti ci vanno e non lo fanno, ma già ne crollano giù anche sei o sette all’anno. Quello che ha il bar caddozzo vicino se ne è stufato (che ci mette sempre sopra una tovaglia pulita) e poi già molta gente ne ha trovato la macchina molto bungiata quando ne cade uno sopra.   E ne è successo pure alla cognata dell’ispettore Gargiulo della Questura, che ne aveva poi mandato l’agente Gianginetto Vacca, noto Giangi, per prenderlo per il collo all’ospedale se non dava soldi a rifarle la carrozzeria, visto che quello, callone, ne era uscito un po’ pesto ma sano e salvo perché ne era scioppato prima sugli alberi.  E Giangi, vero e proprio burdo che gli piace mettersi in mostra, lo aveva cappottato a prenderne i soldi, così imparava a buttarsi e non morire nemmeno.  Eppoi ne vengono dalle bidde puru a buttarsi di sotto al Bastione, sporcandone d’ogna logu.   E così non fa, se ne lamentano pure quelli del parcheggio, che la gente non si fida più a metterne la macchina.   Allora quella che sta al Comune, con i capelli gialli e che grida a tutti che comanda lei e che non me ne ricordo mai come si chiama ha detto a su sindigu che si deve fare qualcosa e che ne aveva un’idea disseminata di genialità.   Prenderne dieci a proggetto, a turno, con un coppo grande grande, che ne stavano sotto al Bastione a prenderli al volo quando se ne buttavano, salvandoli. Così non facevano danni a nessuno e facevano lavorare un po’ di gente che gli aveva dato il voto e dovevano dei favori.   Se ne scocciavano soltanto quelli, pischelli e grandi, che li fotografavano a telefonino o per farne film da mettere su iutub.   Ora che se avvicinavano le elezioni era meglio pure, così si vedeva che il Comune li risolveva i problemi dei parcheggi e del lavoro. Loro sì che alla nostra fantastica Kasteddu la tenevano a gioiellino, cose vere mica callonate. E che tutta questa storia delle troppe tasse a Kasteddu non era vera, come lo diceva L’Ugnone Sarda puru.   E’ o no ?

 

             Ringrazio Deledda

 

  1. pat
    7 Febbraio 2008 a 23:13 | #1

    putrida e bellissima ironia surreale!!!!! brava!!!

  2. 8 Febbraio 2008 a 0:43 | #2

    ma al marrabbotto servono la bodransoda?

    zicchilì

  3. 8 Febbraio 2008 a 9:27 | #3

    adoro questi racconti….e capirli tutti dalla prima all’ultima parole è motivo di orgoglio…La ghe qui ce n’è di sapienza casteddaia!!!!

  4. Fede
    8 Febbraio 2008 a 9:39 | #4

    questa ne è propria profonda conoscenza casteddaia proprio dal buco di sotto terra: burdodelizioso :) ))

  5. Francesca
    8 Febbraio 2008 a 10:04 | #5

    un altro mio bel bignè alla crema è arrivato finalmente! questa volta al bar di Marrabotto, buooono! dovresti raccogliere questi raccontini casteddai in un libretto! ciao Fra’

  6. sissi
    8 Febbraio 2008 a 13:06 | #6

    uauuuu, una nuova puntata della casteddu bastascia e pure pulp a casino!! troppo togo l’agente giangi che picchia il mancato suicida per scucirgli i soldi della macchina, che fantasia malvagia!! ha ragione fra’: devi farne un libretto ciao!!

  7. 8 Febbraio 2008 a 14:51 | #7

    Caro Ringra, sei così stravvanato che per sdebitarmi dei sorrisi che mi hai fatto fare ti voglio regalare anche a te uno “spaccatroddio” (detto anche volgarmente perizoma)così poi su Iutubb ci puoi andare anche tu, facendone numeri eccezionali anche dal vivo,occhei? :-P

  8. 8 Febbraio 2008 a 22:40 | #8

    Insomma.. la capitale del mediterraneo.. veramente la capitale sarebbe Palermo.. (ihihihihih.. e dai scherzo.. complimenti allo scrittore)

  9. Velenia
    8 Febbraio 2008 a 22:41 | #9

    crudele e mitico Ringrazio: affascinante la tragedia del mancato suicida pestato dal poliziotto burdo-noir, però mi intenerisce la povera apixedda dentro il buco fangoso. Che grande la nostra Casteddu!

  10. seba
    8 Febbraio 2008 a 22:44 | #10

    quale ammmore putribondo e figuro per la odorosa capitale del mediterraneo! Palermo? ma quando mai???

  11. baby
    8 Febbraio 2008 a 23:40 | #11

    mi hanno segnalato questi racconti scellerati: bellissimi e torbidi come la nostra Casteddu..me li scarico tutti..non nel wc….

  12. Velenia
    9 Febbraio 2008 a 18:17 | #12

    Palermo? e che cos’è rispetto alla nostra fantastica Casteddu? poveretti :)

  13. 9 Febbraio 2008 a 19:49 | #13

    un giorno di corroghe purescie? quanti termini sconosciuti ma che hanno reso vero e folkloristico questo racconto. un abbraccio

  14. giraffa
    9 Febbraio 2008 a 20:02 | #14

    Opperdincibacco, stavolta mi son scordata di inserire il vocabolario Sardo Ringraziesco – Italiano! Provvederò:-) e se Ringrazio avrà voglia, tra le apixedde piene di egue e le scivedde di burrida, risponderà all’accallorato pubblico..

  15. Ringrazio Deledda
    9 Febbraio 2008 a 23:58 | #15

    o immane e un po’ immondo accallorato pubblico della TV della Giraffa, ne sono contento che vi piaccia questa cosa del problema del traffico e dei parcheggi nella nostra mitologica capitale del Mediterraneo! O Emme che ne vuoi sapere? Che d’è corroga purescia? E’ la notoria cornacchia (“corroga”) portatrice di sfiga infinita (“purescia”, cioè “marcia”). La bodransoda? Certo che ce l’hanno al bar di Marrabbotto, così come ne versano la florissoda al bar del Mediterraneo e se ne mangiano cannoli su cannoli per invidia a Palermo! Madry fatta a reggina se ne vuole mettere il perizoma? Benissimo, la mandiamo a ballare su tippetat o a cancàn con quella che ne grida al Comune che è lei che comanda a tutti, quasi come le gemelle Kessler! Se poi ne volete leggere tutto fatto a libretto, basta che ne date numero di telefono e di carta di credito alla Giraffa editora così ne facciamo le prenotazioni pure di questa cosa, che soldi a vanvera quella già non ne vuole buttare! E’ Giraffa, mica scema, è o no?

  16. pat
    10 Febbraio 2008 a 18:16 | #16

    la florissoda al bar del mediterraneo, hi!hi!hi!

  17. fisy
    11 Febbraio 2008 a 12:35 | #17

    cèèèèèèè, c’è pure marlon brundu, itta cosa bella! troppo toga l’idea di farne un libro della giraffa, fallo sapere quando lo fai così lo prendiamo! ciaooo!

  18. seba
    11 Febbraio 2008 a 20:39 | #18

    proprio questa mattina sono passato in via Grazia Deledda e ho visto la strada rappezzata davanti all’innesto con via sant’Eusebio: ma questo casino è successo davvero? non posso crederci..

  19. giraffa
    11 Febbraio 2008 a 22:29 | #19

    Fisy, giallo facciamo il libro, sempre che l’autore sia d’accordo, e ne diamo pure in regalo un etto di burrida!

    Seba, i racconti di Ringrazio sono verismo puro..:-)

  20. fisy
    11 Febbraio 2008 a 23:02 | #20

    no non scherziamo, vuoi dire davvero che si è aperto un buco nella strada e c’è caduta un’apiscedda dentro?? o Giraffa, sesi imbriaghendi??

    la parola da scrivere è “vinum” manco farlo apposta :)

  21. giraffa
    11 Febbraio 2008 a 23:09 | #21

    Nara, o Fisy, non vorrai mettere in dubbio l’arte verista di Ringrazio, vero??! L’apixedda nel buco è realtà reale, così dice Ringra:-)

    P.S. non m’imbriagu, sono così di natura:-pp

  22. Velenia
    12 Febbraio 2008 a 10:35 | #22

    non posso credere che un’apixedda sia caduta in un buco ma è pazzesco!! questi raccontini surreali sono veramente toghi ma sono frutto della tua mente sconvolta: si, dimmi che è così :) )

  23. fisy
    12 Febbraio 2008 a 12:19 | #23

    già non sarai imbriaga, ma non me ne pare possibile che si cravva un’apiscedda dentro un buco..ne hai di fantasia e la rendi anche bene:)))!!

  24. seba
    12 Febbraio 2008 a 23:00 | #24

    dite quello che volete, ma il buco li c’è proprio e l’ho visto anche stamattina!! è ancora li,è incredibile ma c’è!!!!

  25. Fede
    13 Febbraio 2008 a 11:47 | #25

    il buco c’è, l’ho visto anch’io: la strada è tutta rotta, un vero pericolo per le apixedde!!!

  26. fisy
    13 Febbraio 2008 a 13:49 | #26

    bà, non mi pariri un’apiscedda dentro al buco..

  27. seba
    14 Febbraio 2008 a 16:08 | #27

    il buco è ancora li anzi ci stanno lavorando intorno!!

  28. Ringrazio Deledda
    15 Febbraio 2008 a 13:51 | #28

    o accallorato pubblico, l’apixedda se ne è proprio caduta nel buco che se ne è aperto proprio quando ne passava, con tutta l’acqua che ne veniva di fuori! Che cosa ne credevate? Che d’era fantasia? Noooo, la nostra mitica Kasteddu vede la fantasia sciopparsene sempre davvanti alla realtà reale. O Fisy, guardane in giro e ne vedrai a treni di apixedde e calincuna volta nel buco pure. O Seba, il buco è proprio li, dove lo hai visto. E non si sposta neppure. E tutti questi vestiti a gostbasters continuano a girargli attorno per sistemarlo appropriatamente de aicci. Al bar figo davvanti ne volevano intitolargli pure un nuovo coktel, il buconsoda con gin e vodka a su figu morisca, fatta all’occasione. Che ne dite, è o no?

  29. fifì
    19 Febbraio 2008 a 8:35 | #29

    ringrazio pat per avermi segnalato questo delizioso raccontino e vedo che ce ne sono altri (uau!!) e ringrazio Ringrazio per avermi ed averci fatto fare un sorriso sulla nostra mitica città, ciaoooo!!

  30. fisy
    25 Febbraio 2008 a 10:25 | #30

    ammetto, il buco c’è e l’ho visto ma lo stanno riparando così l’apiscedda non ci cade più ha!ha!ha!

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