Home > Argomenti vari > Sogno di una notte di mezza estate.

Sogno di una notte di mezza estate.

5 Aprile 2008

 

Ebbene, come si puo’ intuire dal titolo, ho accettato l’invito di Antonio76 e vi propongo due piccoli brani (lo so che dopo le tre righe vi stancate..) tratti da una delle commedie più briose di William Shakespeare, "Sogno di una notte di mezza estate" – " A midsummer night’s dream" (composta intorno al 1590) storia ambientata quasi interamente in un bosco magico, nella quale il mondo fantastico delle fate e dei folletti si confonde con quello più sanguigno degli artigiani londinesi. La storia regala personaggi indimenticabili ma, tra tutti, quello che rimane maggiormente impresso nella memoria, per me è così, è senz’altro Puck (o Robin Goodfellow) il folletto capriccioso che crea un bel po’ di scompiglio tra i protagonisti. Puck è una sorta di Cupido, ma molto più giocherellone e irriverente, che con i suoi filtri d’amore, con le sue magie, con le sue metamorfosi e i suoi scherzi gioca con i desideri nascosti degli esseri umani, con le loro tendenze naturali, con le loro certezze, confondendoli, separando amanti di vecchia data, facendoli invaghire di altri oggetti del desiderio, unendo fate a esseri con la testa d’asino. Insomma, un mondo al contrario, dominato dalla follia d’amore, quella che non fa ragionare gli uomini, quella che disegna una realtà illusoria quella che, però, dura soltanto il tempo di un sogno di una notte di mezza estate. Alla fine del "sogno", infatti, il capriccioso Puck dovrà rimettere a posto le cose e tutto tornerà alla normalità.

Vi lascio alle parole di Teseo che, nella storia, è il futuro sposo, e all’indimenticabile saluto di Puck, lieve e pieno di grazia, come tutta la commedia.

Naturalmente, il testo in inglese dà molte più emozioniJ

 

Teseo:

More strange than true. I never may believe

These antique fables, nor thesefairy toys.

Lovers and madmen have such seething brains,
Such shaping fantasies, that apprehend
More than cool reason ever comprehends.
The lunatic, the lover and the poet.
Are of imagination all compact. (Act v. Scene i.)

 

Puck:

If we shadows have offended,
Think but this, and all is mended,
That you have but slumber’d here
While these visions did appear.
And this weak and idle theme,
No more yielding but a dream,
Gentles, do not reprehend:
if you pardon, we will mend:
And, as I am an honest Puck,
If we have unearned luck
Now to ‘scape the serpent’s tongue,
We will make amends ere long;
Else the Puck a liar call;
So, good night unto you all.
Give me your hands, if we be friends,
And Robin shall restore amends.

If we shadows have offended,
Think but this, and all is mended,
That you have but slumber’d here
While these visions did appear.
And this weak and idle theme,
No more yielding but a dream,
Gentles, do not reprehend:
if you pardon, we will mend:
And, as I am an honest Puck,
If we have unearned luck
Now to ‘scape the serpent’s tongue,
We will make amends ere long;
Else the Puck a liar call;
So, good night unto you all.
Give me your hands, if we be friends,
And Robin shall restore amends
. (Act v. Scene i.)

 

 

 

Teseo:

"Certamente più strano che veritiero.

Non potrò mai credere a queste favole grottesche

né a questi incantesimi.

Gli innamorati, come i pazzi, hanno il cervello sempre in ebollizione

e la fantasia immagina forme

che la fredda ragione non potrebbe mai comprendere.

I pazzi, gli amanti, i poeti non sono composti di nient’altro che di fantasia". (Atto V , Scena I)

 

Puck:

"Se l’ombre nostre v’hano dato offesa,
voi fate conto v’abbiano colto

queste visioni così a sorpresa,

mentre eravate in preda al sonno;

se vana e sciocca sembrò la storia

non ci dovete rimproverare

ne andrà dissolta ogni memoria,

se ci accordate vostra clemenza,

gentile pubblico, faremo ammenda.

E com’è vero che io sono folletto

Onesto e semplice, sincero e schietto

Se pure ho colpe, non ho mai avuto

Lingua di serpente;

pago l’ammenda senza ritardo,

o mi direte che son bugiardo.

Ora vi auguro la buonanotte,

Se sia ben vero che siamo amici,

e ad un applauso tutti vi esorto,

poiché ho promesso che ad ogni torto

a voi usato per insipienza,

gentile pubblico, faremo ammenda". (Atto V , Scena I)

  1. 5 Aprile 2008 a 14:21 | #1

    ultimo aggiornamento. domani si mangia a pula, credo da eleonora salvo problemi d prenotazione.

    presenti sicuri: io, miranda, la coniglia, emy.

    incerti: simo*, andrea, tu e boh!

  2. antonio76
    5 Aprile 2008 a 14:57 | #2

    Grazie di aver partecipato Giraffina, e con un contributo così bello poi :-) lunedì metterò la lista dei partecipanti, in modo che tutti possano essere visitabili.. in questo momento ci sono in giro per il blog almeno una 15 di shakespeare.. è davvero bello:-) grazie!

  3. giraffa
    5 Aprile 2008 a 15:50 | #3

    * Mat, a Pula??? Non sai che sorpresa mi fate!:-)))))

    * Antonio, è un piacere! E sono curiosa di conoscere gli altri 14 post scespiriani:-)

  4. 5 Aprile 2008 a 17:54 | #4

    che bell aria di poesia che si respira entrando nel tuo blog :-)

    un bacio maya

  5. lelletto
    5 Aprile 2008 a 18:08 | #5

    sempre bello il nostro Scespir!

I commenti sono chiusi.