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La vostra navigazione vi ha portato in cima ad un monte, dove dimora una giraffa, tanto stralunata quanto ospitale, che ama raccontare storie ma anche ascoltarle e leggerle, dire sciocchezze e giocare con le parole, per intrattenere e, forse, trattenere, nel suo mondo i viaggiatori affaticati. Potete fermarvi per un minuto, augurarle la buonanotte e scappare via o, se vi va, restare per un tempo infinito e augurarle ogni mattina il buongiorno, la giraffa sarà felice di accogliervi. Naturalmente, nel secondo caso, dovrete aiutarla a sparecchiare e a rifare i letti...

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Templar: Le donne hanno tutto il diritto di decidere sul proprio destino ed in merito al proprio corpo, il nascituro è dentro al loro corpo ma NON ne fa parte, quindi la donna non ha alcun diritto di decidere per lui. Oltretutto dopo nove mesi puo' benissimo dare il neonato in adozione senza avere alcun problema, perchè dunque assassinare i figli prima che nascano ?
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oltreituoiconfini: ciao bella l idea della giraffa che si innalza a difesa degli asini :-)
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sergio: Avevo lasciato un commento sul tuo nuovo blog, anzi volevo lasciarlo ma richiede obbligatoriamente l'indirizzo email e questo non mi piace.
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Incontri ravvicinati del primo tipo.

postato da giraffa.c [06/01/2008 19:53]
 

Ovvero, l'incontro tra una giraffa e un cavallino. Lui non è un cavallino qualunque, fa parte di una piccola colonia di circa 550 esemplari di cavalli che vivono allo stato brado, completamente liberi e selvaggi, nella Giara, nella mia Isola, per molti aspetti altrettanto selvaggia. Discende da antichissime famiglie, forse libanesi (si dice che siano stati portati dai soliti fenici) forse greche, forse chissà, comunque, vivono in terra di Ichnusa da parecchi secoli e l'incontro così ravvicinato, tra una giraffa di antiche origini incerte (forse discendente da una giraffa principessa fenicia, forse da una giraffa cartaginese, forse chissà, non ci sono bronzetti che raffigurano giraffe) ed un cavallino portatore di tanta storia, è stato molto emozionante. In genere, i cavallini non sono troppo socievoli, si tengono a debita distanza dagli stranieri e proteggono le femmine dell'harem, ma lui, piccolo, nero, con la chioma al vento e la macchia bianca è rimasto lì a guardarmi, forse rifletteva sull'opportunità di aggiungere all'harem una cavallina esotica, dal collo lungo e dal manto bizzarro, forse immaginava divertenti trastulli nei paulis, intrecci di colli e colori, forse per qualche secondo ha scordato di appartenere ad una razza antichissima che non dovrebbe mescolarsi con altri animali, chissà. Di sicuro, ha chiamato il resto del suo harem per il pranzo e, con molta tranquillità, mi sono passati davanti, come se fossimo tutti parte dello stesso scenario, e quella è stata la parte più emozionante dell'incontroJ