Quando che ne scappa, ne scappa.

2 Aprile 2008 31 commenti

 

Ringrazio Deledda è il più grande esponente della corrente letteraria nota come Verismo Kasteddaio, e chi segue questo blog lo sa bene,  poiché ha potuto apprezzarne la grande arte in diversi racconti, popolati da corroghe, scimprotte, apixedde cariche di egue, ironia e bastasciume a fiumi. Ringrazio vive la sua città, ne canta gioie e dolori, contraddizioni e corse di cammelli, la ama come se fosse una bellissima egua un po’ malinconica che indossa i collant con una piccola smagliatura, Ringrazio è Kasteddu. Vi propongo il suo ultimo, intenso, racconto, a mio parere, esilaranteJ

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La madre di Sara e Roberto.

1 Aprile 2008 10 commenti

 

Aderisco molto volentieri all’appello di Procopio e pubblico la lettera scritta da Luisa, una madre di Vallermosa, al giornalista Giuliano Ferrara. Vale più di mille dotte dissertazioni filosofiche e religiose, è vita vissuta con mille difficoltà, se pensate di  poterla aiutare, visitate il suo blog e diffondete anche voi la sua lettera!

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La paura di brillare.

31 Marzo 2008 9 commenti

 

A volte, nel bizzarro percorso della vita, per diversi motivi, capita di non sentirsi completamente liberi, più o meno come una giraffa rinchiusa in un recinto, capita. Quelle volte, può far bene ricordare le parole di una persona che, per la libertà, sua, personale, e di milioni di persone, ha lottato tutta la vita: "non c’è nessuna facile strada per la libertà"…

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Mozzalella contlo pomodolo.

30 Marzo 2008 7 commenti

 

Dal titolo, probabilmente, si capisce che questo è un post molto politicamente scorretto ma, tanto, i cinesi non hanno una ricetta per cucinare le giraffe, non ancora. Allora, a me ‘sta storia della mozzarella bloccata alla frontiera cinese, sembra proprio bizzarra, non perché sia convinta dell’onestà dei produttori campani, tutt’altro, viste le zone di pascolo delle tristi bufale ma, piuttosto, per il Paese dal quale provengono le preoccupazioni, la Cina. La Cina che, con questa bella vicenda delle importazioni, ci ha fatto 200 a 0, dimostrandosi molto attenta e solerte nella tutela della salute dei suoi cittadini (devono rimare sani, altrimenti, gli organi non possono più essere venduti con profitto.. ve l’ho detto che è un post politicamente scorretto). Quella Cina dalla quale noi, furbissimi italiani, abbiamo importato e importiamo, perché costa poco, giocattoli al piombo, per rallegrare le giornate dei nostri pargoletti, dentifrici all’antigelo, per i nostri denti bianchi che più bianchi si può solo con un intervento dal dentista, i vestiti cancerogeni e, udite udite, i prodotti alimentari: pomodori, aglio, frutta secca, frutti di mare, provenienti da zone inquinate dai fertilizzanti e "corretti" con additivi nocivi. In base ai dati forniti dall’Inea (Istituto nazionale dell’economia agraria) Pechino rappresenta il quarto fornitore estero, con una spesa annua di 14mila milioni di euro, di cui il 4% (pari a 409,1 milioni di euro) viene investito proprio in alimenti agricoli. Il pomodoro concentrato va per la maggiore, rappresentando da solo un terzo delle importazioni. La situazione peggiora ulteriormente a sentir la Coldiretti, che parla di un trend in crescita: «Nel primo trimestre del 2007 c’è un incremento del 78% dei prodotti agroalimentari cinesi sulle nostre tavole e del 150% del solo pomodoro concentrato» (tutte le informazioni, anche sui pericoli, le trovate qui). Viva l’Italia!

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Chi non lavora, non fa l’amore.

28 Marzo 2008 5 commenti

 

E, a quanto pare, neppure chi fa la campagna elettorale. Ha ragione la canzone di Celentano.

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Un anno sul monte.

24 Marzo 2008 14 commenti

 

E’ da un anno che sto sopra il monte..eppure, io sono una che si annoia facilmente, incostante, lunatica, ma tenace..un anno di blog..mah! E vorrà dire che questo modo di comunicare mi piace, vorrà dire che mi piacciono le persone che ho conosciuto, che mi strappano un sorriso, una risata o mi fanno riflettere, deve essere così..perciò a tutti quelli che passano di qua, per amicizia, per curiosità, per noia, per caso, per cercare un riparo dalla bufera di oggi, per boh, offro una fettina della mia crostata alla marmellata (non fate caso alla marmellata fuori dal bordo…aveva voglia di farsi una passeggiata nel forno.!!) e vi regalo questa canzone J

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Telegramma dalla Primavera.

21 Marzo 2008 11 commenti

 

Sono arrivata STOP il tempo è variabile ma tende al bello STOP provvederò a migliorarlo STOP non prometto nulla sul miglioramento del vostro umore STOP non è che devo fare tutto io STOP far sbocciare i germogli di fresie sciogliere la neve far uscire le talpe dal letargo far cinguettare i pettirossi STOP boh! STOP ci dovete mettere pure del vostro STOP muovete i culetti aprite le finestre al nuovo sole datevi una svegliata e non lagnatevi STOP e non chiedetemi soldi chè con questo telegramma ne ho già spesi abbastanza STOOOOOOP!

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Boicottiamo il Dahlai Lama.

18 Marzo 2008 8 commenti

 

A questo punto, mi pare la soluzione più ragionevole. La Cina è grande, è una potenza economica in fase di grande sviluppo, e ha ragione a volersi tenere stretto il Tibet: un tempo, tanto tempo fa, si contendeva con il grande Tibet, il dominio sui territori del lontano Oriente, un tempo, Cina e Tibet sono stati unificati sotto il dominio dei Mongoli, dopo parecchi anni, i tibetani riuscirono a rendersi indipendenti, mentre i cinesi impiegarono un po’ più di tempo ma riuscirono ugualmente a liberarsi dei mongoli e diedero inizio alla dinastia Ming, in nome dell’antica annessione. Qualche tempo dopo, la Repubblica Popolare Cinese di Mao ebbe la grande idea di ricongiungere i territori separati alla Madre Patria, in nome di quell’antica annessione ad opera dei mongoli. Poi, con la scusa della "liberazione dal giogo dell’imperialismo britannico", la Cina offrì il suo materno appoggio al Tibet e nel 1950, con paterno polso fermo, invase il Tibet, facendo strage di almeno 8.000 soldati tibetani. Nessuno mosse un dito, nessuno proferì verbo, sebbene il Tibet fosse membro fondatore dell’ONU, d’altra parte era "una questione interna cinese". D’altra parte, perché togliere alla Cina, la gioia di annettere un gioiellino come il Tibet? Un vasto territorio nel quale spedire la popolazione cinese? Il luogo di nascita dei fiumi che danno acqua al mondo, il Mekong, lo Yangtze, il Fiume Giallo? La riserva di oro e uranio. Perché mai? Anzi, prendiamo ad esempio la grande idea, e ricostruiamo il glorioso, immenso, straordinario Impero Romano! Ecchediamine, boicottiamo chiunque voglia sculacciare la Grande Madre Cina! L’Italia e lo Stato del Vaticano, la loro parte, nel boicottare il Dahlai Lama, l’avevano già fatta lo scorso anno, quando nessun rappresentante delle Istituzioni, tranne Formigoni, e neppure il Papa, volle riceverlo ufficialmente, per non offendere i fratelli cinesi, quelli che evitano di far nascere figlie femmine, e se le fanno nascere le buttano per strada, quelli che hanno un boia molto solerte e generoso, quelli che vendono gli organi dei condannati a morte, quelli che negano ai propri cittadini di esprimere liberamente i propri pensieri, quelli che censurano internet, quelli che non permettono ai preti cattolici di dire messa, quelli che ci permettono di realizzare un paio di jeans per cinquanta centesimi e rivenderli a duecento euro, quelli che ci forniscono schiavi da sfruttare come lavoratori. Eh, già, perché offenderli? Noi, la nostra bella figura l’abbiamo già fatta, noi andiamo in giro con i braccialetti lamaisti, trendissimi, noi siamo per la fratellanza tra i popoli, sotto il grande tetto dello sport, noi invitiamo la Cina alla moderazione nello sterminio, perché a volte esagerano, noi boicottiamo il Dahlai Lama, un pacifista, un premio nobel per la pace, la guida spirituale per i buddisti tibetani, la massima autorità temporale del Tibet, non lo facciamo con le parole, ma lo facciamo con i fatti.

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Pani&Casu. Tutto tranne la giraffa.

15 Marzo 2008 8 commenti

 

Dal Sig. Pani e Casu (Pane e Formaggio) in un ambiente molto casalingo, proprio "de domu", come immaginavo, non si mangia solo pane e formaggio, ma tante prelibatezze, sfiziosette e sostanziose: le favette fresche allo zafferano, l’insalata di ceci e rucola con dadini di pomodoro fresco, la trippa, la ricotta salata, la crema di pecorino adagiata sul pane carasau, i culurgiones di patate col sugo di pomodoro, i culurgiones di patate e funghi porcini con una meravigliosa salsa ai porcini (dove i funghi porcini non sono, come spesso accade, liofilizzati) un buon vino rosso (che, ahimè, non ho potuto gustare come avrei voluto) e carni di ogni tipo. Ecco. Le carni. Premetto che dal Sig. Pani e Casu ci sono andata in incognito, cioè, ho arrotolato e nascosto la coda nei jeans, ho messo due pinzette alle orecchie per attaccarle alla testa, ho mimetizzato il manto giallo, ho coperto il collo, ho fatto quello che dovevo fare, però…quando il simpaticissimo Sig. Pani e Casu ha elencato i tipi di carne da arrostigare "burriccu, cuaddu, procu, boi, lacetti" a me è sfuggito qualche nome e gli ho chiesto di ripetermeli, allora, il Sig. P&C mi ha detto "guarda, abbiamo tutti i tipi di carne, tranne la giraffa", ho avuto un sussulto! Opperdincibacco, le cose sono due: o ha visto la coda e mi ha lanciato un avvertimento "guarda che ti facciamo a fettine e ti arrostiamo", oppure in quel posto sognano di cucinare una giraffa, per sfamare un intero esercito, ed esporre la testa all’ingresso, come ho visto fare nelle macellerie marocchine con le teste di cammello. S.O.S.! Mi salvi chi può!

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Adozione a distanza.

14 Marzo 2008 7 commenti

 

Silvio, il miglior amico di Walter, continua a fare la campagna elettorale per il PD, è proprio vero che chi trova un amico trova un tesoro. Silvio propone alle italiane precarie un "buon" matrimonio, in perfetto stile anni ’50, magari con uno dei suoi figli. L’idea è, naturalmente, ottima ed esaltante, ma poco praticabile, dal momento che la poligamia in Italia non è ammessa. Per questo motivo, propongo a Silvio un’altra idea, più equa, perché applicabile anche ai maschietti squattrinati, più fattibile, perché legittima, non contraria ad alcuna norma di legge, più caritatevole, perché si tratta di un gesto di grande bontà e generosità, nello stile di Silvio: l’adozione a distanza dei disoccupati e dei precari italiani, non tutti, perché Silvio non è più al tredicesimo posto nella lista dei più ricchi del mondo e non è che può mantenere chiunque, solo quelli laureati (Lui ha detto che ci preferisce così) con un ottimo curriculum, ma non continuativamente stipendiati (che parola comunista!) e con un cognome da parìa. Riceverebbe ogni mese le foto dell’adottato, con attestazione dei  progressi fatti, degli obiettivi realizzati, dell’indice di produttività per il Paese, delle visite odontoiatriche per avere un sorriso splendente, delle visite dal chirurgo plastico per essere sempre gggiovane e con una pelle liscia come il culetto di un neonato, accompagnate dalla letterina di ringraziamento e di eterna fedeltà per elezioni a venire. Allora sì che l’amico Walter schiatterebbe d’invidia! In attesa dell’adozione, pubblico una parte di collo, il resto del corpo solo ad adozione completataJ

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